Incontri ravvicinati.
Stamattina sul pullman c'era un pazzo. L'avevo già incontrato tempo fa, e forse ve ne avevo già parlato.
Ad ogni modo.
Oggi usava la custodia degli occhiali come cellulare e parlava al telefono col suo amore.
"Amore vengo amore, amore vengo amore, amore vengo amore", il tutto scandito a tempo di techno music.
E fin qui.
Poi, ci dev'essere un'incomprensione con la sua donna. Mi pare che gli dica il suo nome e il cognome, ma sul cognome c'è un intoppo.
"Brano" e poi "Bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no...".
Un breve barlume di speranza.
"Sì".
Poi.
"bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no... bra-no..."
Poi credo si sia stufato. E ricomincia a cantare sempre come in disco.
"Lelo davanti, lelo davanti, lelo davanti da me. Lelo davanti, lelo davanti, lelo davanti da me".
Nuova hit estate 2006.
Poi "Andrei a Maquaio, andrei a Maquaio, andrei a Maquaio andreia".
E non riesco a tener ferme le mie gambe, appeso alla maniglia del 46.
Il tutto ripetuto centinaia di volte.
Lo spettacolo chiude con un bis di "Amore vengo amore, amore vengo amore", fin quando il pullman apre le porte di fronte alla stazione e la fiumana di gente deflusice per le vie taurinensi.
Che dite, un trip di acido finito molto male?
| Damien | home | 08:38 | commenti |
![]() | Questo blog è scritto sotto l'influsso di uno scrittore davvero molto ganzo.
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